Il testo poetico è quello in cui i “giochi di parole” sono più frequenti ed evidenti. Si chiamano figure retoriche; di seguito sono presentati alcune figure di suono e di significato, con esercizi di individuazione e proposte di giochi

 

 

 

 

GIOCHI TRA I SIGNIFICATI

 

LA SIMILITUDINE

figura retorica consistente nell’accostare,  paragonare due termini che hanno un elemento comune

i due termini si possono chiamare A e B, l’elemento comune C

quindi    A = B in base a C

 

Esempio:     Sotto l’ali dormono i nidi

                  come gli occhi sotto le ciglia (Pascoli “Il gelsomino notturno”)

A sono i nidi (ossia gli uccellini)

B gli occhi

C il fatto di dormire coperti, protetti rispettivamente dalle ali e dalle ciglia

 

I seguenti versi del canto V dell’Inferno contengono una similitudine:

Quali colombe dal disio chiamate

con l’ali alzate e ferme al dolce nido

vegnon per l’aere, dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’è Dido

a noi venendo per l’aere maligno,

sì forte fu l’affettuoso grido.

 

ESERCIZIO: Individuare gli elementi A, B e C della similitudine

 

LA METAFORA

è una similitudine abbreviata, o nascosta, nel senso che nomina solo il secondo dei due termini della similitudine: ad es. “le rose del tuo viso” anziché “le guance del tuo viso sono morbide e profumate come le rose”

 

I seguenti versi del canto V dell’Inferno contengono una metafora:

Ma s’a conoscer la prima radice

del nostro amor tu hai cotanto affetto

La “radice “ è l’origine, la parte più profonda del “nostro amor” così come la radice è la parte più profonda e antica di una pianta (questo significato metaforico di “radice” si trova anche sui dizionari)

 

Altra metafora : Noi leggiavamo un giorno per diletto

                          di Lancialotto come amor lo strinse

Dove si trova la parola metaforica? Quale similitudine è nascosta?

 

GIOCHI : inventare similitudini e trasformarle in metafore, o viceversa

similitudine: la lepre corre veloce come il lampo

metafora     : la lepre lampeggia nel campo

 

LA METONIMIA

figura retorica per la quale si usa un nome invece di un altro, con cui si trova in rapporto :

§        di causa – effetto (es. il sudore per il lavoro) o all’inverso, di effetto-causa (l’estate per il caldo)

§        di contenitore – contenuto (es. “là sola una casa bisbiglia” Pascoli “Il gelsomino notturno”)

§        lo strumento per chi l’adopera (es. è una grande penna)

§        la materia per l’oggetto di cui è fatta (es. legno per nave)

§        una qualità fisica per una dote o virtù (es. ha un gran cuore)

§        l’autore per l’opera (leggo Camilleri, ascolto Celentano)

§        un luogo per i suoi abitanti o per i suoi prodotti tipici (ad esempio i nomi di alcuni vini: un Montalcino, un Valcalepio)

§        la marca per il prodotto (es. veste Versace)

§        il simbolo per la persona o la cosa simboleggiate (es. la Margherita)

 

ESERCIZIO : con le seguenti parole si formano delle metonimie che sono di uso comune:

pennello, bottiglia, Ferrari, cervello, Bordeaux, gli azzurri, la Casa Bianca, su gomma, watt, Mozart, pugno di ferro

sviluppare le metonimie e indicare a quale tipo appartengono

 

LA SINESTESIA

accostamento di termini o immagini che appartengono a sensi differenti, ad es. odorato e vista (“L’odore di fragole rosse” Pascoli “Il gelsomino notturno”)

oppure udito e vista (“voci di tenebra azzurra” Pascoli “La mia sera”)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIOCHI TRA I SUONI

 

 

L’ ape che fuma pepe

lo stipa nella pipa

lo aspira come un papa

lo sputa cupa cupa

oltre le siepi in fior.

 

(T. Scialoja da “La mela di Amleto” Garzanti, 1984)

 

I colori e i caratteri evidenziano le ripetizioni di suoni, di cui questa poesia, molto “giocosa, è particolarmente ricca

rosa = anafora + anagramma

arancione = rime,

blu = allitterazione

corsivo = consonanze

 

 

IL GIOCO DELLE RIME

Consiste nel creare elenchi di parole che rimano tra loro, a partire da alcune parole iniziali, ad es.   cuore     patate      lontano        mela

Sono ammesse anche  assonanze e consonanze assonanza: aprire il collegamento ipertestuale

Poi dagli elenchi di parole – rima si può costruire una poesia.

 

ANAFORA

ripetizione di una o più parole all’inizio di versi consecutivi 

Le seguenti terzine del canto V dell’Inferno contengono un’ anafora, per ciascuno dei 3 versi:

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona

Mi prese del costui piacer sì forte

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

 

GIOCO : presa una frase qualsiasi, preferibilmente breve, costruire delle anafore ripetendo le parole iniziali e variando quelle finali.

Si possono anche disporre delle rime, baciate, alternate o altrimenti disposte

 

 

LA PARONOMASIA

si ha quando vengono accostate parole dal suono molto simile, o addirittura uguale, ma dal significato differente

Esempi : mente e monte; oppure sole nel senso si stella e sole aggettivo

 

GIOCO

Inventare paronomasie modificando le parole seguenti:

mare, castello, arco, carta, pulce, mille, botte

 

L’ ONOMATOPEA

parola che nella sua dimensione sonora riproduce il suono a cui si riferisce nel suo significato; può essere una parola compresa nel vocabolario (“rimbombare” oppure i verbi inglesi usati nei fumetti: to crash, to bang ...) o anche un termine inventato da un poeta (“gre gre di ranelle” in Pascoli)

 

ESERCIZIO

Cercare parole o gruppi di parole in grado di riprodurre i suoni indicati di seguito:

tuoni durante un temporale

persone che parlano a voce molto bassa

mare durante una mareggiata

vetri che si rompono

esplosione di petardi

ghiaccio che sta per rompersi

 

PER AVERE LE SOLUZIONI DEGLI ESERCIZI soluzioni.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

POESIA E PARODIA

 

La parodia è l’imitazione, il rifacimento in chiave comica o satirica di un’opera letteraria, cinematografica, musicale o di altro genere

 

Esempio:

Scialoja, da “La mela di Amleto”

 

Calano a mille sugli ermi colli

della Maremma i merli folli

per far merenda coi vermi molli.

 
Carducci “San Martino”

                           

La nebbia a gl’irti colli

piovigginando sale

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar

...

tra le rossastre nubi

stormi d’uccelli neri

com’esuli pensieri

nel vespero migrar


 

 


Il poeta Scialoja ha preso gli “irti colli” della celebre poesia di Carducci e lì ha trasformati negli “ermi colli” (“irti” ed “ermi” hanno due lettere in comune).

Poi ha trasformato gli “uccelli neri” in “merli folli”, i quali fanno una ridicola “merenda” a base di “vermi molli”.

 

ESERCIZIO

Trovare nella poesia di Scialoja le paronomasie. C:\Documents and Settings\SelectA\Documenti\poesia900\paronomasia.htm

 

 

 

Altro esempio: Montale e D’Annunzio (si riportano solo le prime strofe delle due poesie)

 

Si noti come il procedimento parodico usato da Montale consista nel mantenere la struttura metrica della celebre poesia di D’Annunzio (versi brevi, libero gioco di rime, anafora provocata dal ripetersi di “Piove” a inizio verso) inserendo elementi, significati ironici. Ad esempio, la sinfonia musicale de “La pioggia nel pineto” diventa “tonfi di motorette” e “strilli di bambini”. Analogamente la “favola bella” di D’Annunzio lascia posto alla “cartella esattoriale”.

C’è anche autoironia: la pioggia colpisce gli “ossi di seppia”, ovvero uno dei libri di poesia di Montale.

 

 

 

 

 

 

D’Annunzio “La pioggia nel pineto”

 

Taci. Su le foglie

del bosco non odo

parole che dici

umane; ma odo

parole più nuove

che parlano gocciole e foglie

lontane.

Ascolta. Piove

dalle nuvole sparse.

Piove su le tamerici

salmastre ed arse,

piove su i pini

scagliosi ed irti,

piove su i mirti

divini,

su le ginestre fulgenti

di fiori accolti

su i ginepri folti

di coccole aulenti,

piove su i nostri volti

silvani,

piove su le nostre mani

ignude,

su i nostri vestimenti

leggieri,

su i freschi pensieri

che l’anima schiude

novella,

su la favola bella

che ieri

t’illuse, che oggi m’illude

o Ermione.

 

 

 

 

Montale “Piove”

 

Piove, E’ uno stillicidio

senza tonfi

di motorette o strilli

di bambini.

 

Piove

da un cielo che non ha

nuvole.

Piove

sul nulla che si fa

in queste ore di sciopero

generale.

 

Piove

sulla tua tomba

a San Felice

a Ema

e la terra non trema

perché non  c’è terremoto

né guerra.

 

Piove

non su la favola bella

di lontane stagioni

ma sulla cartella

esattoriale

piove sugli ossi di seppia

e sulla greppia nazionale.