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ultimo aggiornamento: 1 dicembe 2010
AREA DISABILITA'
(Referente prof.ssa Isabella Lettini)
Progetto "I Care"
- Sintesi Normativa a favore dei disabili

- Disposizioni Esami di Maturità

- Sportello di orientamento


Laboratori:

- Didattica per immagini

- Falegnameria e restauro

Lavoro allievo R.W
"La Motocicletta"
(3BL - A.S. 2007/08)

PROGETTO STORIA DELL'ARTE:
"Roma e il nuovo Governo"
- ALLIEVO L. S.

(4AL- A.S. 2007-08)

PROGETTO DI GEOGRAFIA:
"Percorso di Geografia"
- ALLIEVO L. S.

(4AL- A.S. 2007-08)


PERCORSI ALTERNANZA
SCUOLA-LAVORO :

- TESINA ALLIEVO M. R. [AZIENDA EL.SE]
(3AS- A.S. 2006-07)
- TESINA ALLIEVO D. P. [AZIENDA TELCO]
(3BL- A.S. 2006-07)

 


PROGETTO DISABILI

Gli allievi diversamente abili costituiscono oggi circa il 4% della popolazione scolastica italiana con diagnosi che vanno dalla disabilità fisica ( non vedenti, audiolesi, paraplegici ecc.) a quella psicorelazionale ( dislessici, autistici, iperattivi, oppositivi-provocatori ecc.).
Nel primo caso la patologia è evidente e richiede, soprattutto, modifiche alle strutture e all’organizzazione le quali non gravano particolarmente sulla comunità sociale e scolastica che appare più accogliente nei loro confronti. Nel secondo caso, spesso la patologia è celata dietro un aspetto simile a quello dei coetanei, ma più impedienterispetto al regolare svolgimento dell’attività scolastica, per cui da parte della comunità vi è maggior difficoltà ad accettare la patologia e quindi la necessità che non solo il personale della scuola, ma anche gli alunni e le famiglie dei compagni di classe comprendano e collaborino all’inserimento di tali soggetti.
Gli allievi diversamente abili con certificazione, nella scuola secondaria di secondo grado, sono adolescenti che manifestano problemi nella lettura, nella scrittura, nel calcolo, che hanno difficoltà nell’apprendere brevi testi o procedimenti matematici, che non hanno capacità di rielaborazione e di sintesi, che non riescono a comunicare o a inserirsi nell’ambito di gruppi di coetanei, che hanno rapporti difficili con le figure adulte, che non controllano la sfera delle emozioni, manifestando talvolta comportamenti verbalmente aggressivi e disturbanti.
La comunità ha, comunque, il compito di promuovere “ l’inclusione” scolastica e sociale di tali studenti, di favorire l’esplicazione del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

Il Sistema Scolastico eil Servizio della Formazione Professionale, mantenendo le proprie specificità istituzionali, attraverso la precoce definizione del profilo dinamico funzionale e del progetto educativo individualizzato dell’alunno disabile progettano e attivano percorsi formativi didattici eoperativi,in previsione dell’ integrazione lavorativa.

L’attuazione di tali percorsi prevede una figura professionale interna all’istituto, dotata di specifiche competenze ed idoneo curricolo, in grado di promuovere un gruppo di lavoro misto che prenda in carico lo studente attraverso alcune fasi fondamentali :

  • preaccoglienza durante la frequenza del secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado in presenza del docente di sostegno della scuola frequentata,
  • colloqui mirati e test d’ingresso,
  • preaccoglienza delle famiglie per la presentazione dell’allievo,
  • approfondimento di tutta la documentazione proveniente dalla neuropsichiatria e dalle scuole precedenti,
  • osservazione erilevazione dei bisogni e delle aspettative che troveranno, nel biennio della scuola secondaria di secondo grado, la loro sistematizzazione,
  • monitoraggio dei punti di forza e di debolezza attraverso rilevazioni nell’area relazionale e dell’autonomia cognitiva e psicomotoria,
  • definizione di curricoli formativi e didattici rispettosi di potenzialità, risorse e carenze, con particolare attenzione alle TIC,
  • realizzazione ditirocini guidati per individuare attività collegabili a prestazioni coerenti al processo di apprendimento del singolo alunno,
  • costruzione di curricoli professionalizzanti che permettano il passaggio dal sistema scolastico a quello della formazione professionale con modalità concordate,
  • monitoraggio e valutazione dell’integrazione nella formazione professionale, nei diversi momenti dell’attività didattica,
  • organizzazione di attività di stage, di tirocinio e di alternanza scuola/lavoro con/senza la presenza del docente di sostegno,
  • mappatura delle offerte di lavoro del territorio,
  • predisposizione di idonee procedure per la partecipazione e il superamento degli esami di qualifica e di maturità.

Fondamentale in questo lungo cammino è l’interazione con le famiglie per la costruzione di un rapporto saldo, duraturo e prolungato nel tempo, basato sulla fiducia, sul rispetto dei singoli ruoli, sulla collaborazione. Ciò consente di stabilire uno”zoccolo duro” su cui innestare una rete di relazioni con le agenzie del territorio (Neuropsichiatria infantile, Assessorati ai Servizi sociali, Cooperative sociali, gruppi informali, Centri di formazione professionale, Centri per l’impiego , aziende ecc.) impegnate, ciascuna in ordine alle proprie competenze, nella realizzazione del “progetto di vita”, chenon deve essere finalizzato al raggiungimento di un generico e intercambiabile posto di lavoro, ma deve tutelare il soggetto diversamente abile adoperandosi per “l’inclusione” in una realtà lavorativa confacente alle sue aspettative, rispettosa delle sue risorse e dei suoi limiti e in grado di favorire, in primo luogo, l’integrazione sociale.

Particolare attenzione deve essere rivolta a quegli studenti, sempre più numerosi, che presentano diagnosidi “disturbo della condotta” e di “ritardo di apprendimento medio-grave” nei confronti dei quali la scuola superiore di secondo grado incontra le maggiori difficoltà nel progettare percorsi d’inclusione in quante le rispettive competenze cognitive, inibite da fattori di vario genere, compromettono qualsiasi possibilità di approccio alle discipline curricolari.

Nasce, quindi, l’esigenza di creare dei laboratori“pensati” per loro!

 

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